di Rosanna Terracciano
Sette posti di lavoro a tempo indeterminato, due concorsi pubblicati dal Comune di Casalnuovo di Napoli lo scorso febbraio e candidati che, a sette mesi di distanza, attendono ancora di sapere se quelle procedure arriveranno alle prove. Cresce l’incertezza intorno alle selezioni per l’assunzione di quattro istruttori amministrativi e tre istruttori di vigilanza, che secondo quanto riferito da alcuni partecipanti potrebbero essere revocate.
Le procedure risalgono al 27 febbraio 2026 e prevedevano quattro assunzioni da istruttore amministrativo con rapporto part-time al 50% e tre da istruttore di vigilanza al 75%, tutte a tempo indeterminato. Le candidature si sono chiuse il 30 marzo sul portale nazionale inPA. Da quel momento, però, per molti candidati è iniziata soprattutto l’attesa.
Nelle ultime ore, a quell’attesa si è aggiunta un’incertezza ben più grande: l’ipotesi che i concorsi possano essere revocati.
A raccontarlo sono alcuni degli stessi partecipanti, che sostengono di aver contattato gli uffici comunali per chiedere chiarimenti. Secondo quanto sarebbe stato riferito telefonicamente ad una candidata, la procedura concorsuale sarebbe destinata alla revoca e il Comune intenderebbe procedere diversamente sul fronte del personale. Al momento, tuttavia, non risulta pubblicamente consultabile un provvedimento definitivo di revoca delle due procedure. Per questo il condizionale resta necessario.
La notizia ha inevitabilmente generato malcontento tra chi aveva presentato domanda, anche perché la partecipazione prevedeva il versamento di una tassa concorsuale, come indicato nella documentazione pubblicata insieme ai bandi.
Dopo mesi di attesa, dunque, le domande dei candidati sono semplici: i due concorsi si svolgeranno oppure potrebbero essere revocati? Qualora si procedesse alla revoca, quali sarebbero le ragioni? Quale sarebbe, a quel punto, il destino dei sette posti inizialmente messi a concorso? E cosa accadrebbe alle somme già versate dai candidati come tassa di partecipazione? Verrebbero, a quel punto, restituite?
Non si tratta soltanto di numeri contenuti in un bando. Dietro ogni domanda presentata ci sono persone che hanno scelto di partecipare a una selezione pubblica, hanno versato quanto richiesto e hanno atteso per mesi l’avvio delle prove.
Se l’amministrazione ha deciso di cambiare strada, saranno gli atti ufficiali a chiarirlo. Nel frattempo, dopo sette mesi dalla pubblicazione dei bandi, chi ha partecipato merita una risposta chiara: sapere cosa ne sarà di quei concorsi, dei posti messi a bando e delle somme versate per partecipare.


