di Rosanna Terracciano
Un mozzicone di sigaretta rinvenuto all’interno di un panino servito ad un bambino durante il servizio mensa del plesso Parco Leone dell’Istituto Comprensivo Ragazzi d’Europa, a Casalnuovo di Napoli. È quanto denunciato dalla famiglia di un alunno per un episodio che risalirebbe al 28 ottobre. Il giorno successivo l’ASL Napoli 2 Nord ha emanato una circolare che vieta di portare a casa le porzioni di cibo non consumate durante il servizio mensa. Una disposizione di carattere generale, motivata da ragioni igienico-sanitarie, che arriva però mentre alcune famiglie denunciano problemi nella qualità dei pasti distribuiti ai bambini.
Quello del mozzicone di sigaretta non sarebbe un episodio isolato. Tra le altre criticità segnalate figurano bastoncini di pesce crudi all’interno e particolarmente duri all’esterno, capelli bianchi rinvenuti nelle pietanze e piccoli frammenti ossei nelle porzioni di pollo destinate ai bambini. Una presenza, quest’ultima, che desta particolare preoccupazione per il possibile rischio di soffocamento.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, le criticità sarebbero state segnalate alle autorità competenti, affinché vengano effettuate verifiche sulla preparazione e sulla distribuzione dei pasti e accertate eventuali irregolarità.
Nella comunicazione del 29 ottobre, protocollo n. 0043629, il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Napoli 2 Nord chiarisce che, una volta usciti dalla scuola, non sarebbe più possibile garantire le corrette condizioni di conservazione, trasporto e consumo degli alimenti. Eventuali alterazioni riscontrate successivamente, inoltre, non potrebbero essere automaticamente attribuite alla scuola o alla ditta incaricata della ristorazione.
La coincidenza temporale, tuttavia, riporta al centro una questione fondamentale: chi garantisce realmente alle famiglie la sicurezza dei pasti serviti ai propri figli? Quali controlli vengono effettuati per assicurare il rispetto delle norme igienico-sanitarie ed evitare il ripetersi di episodi come quelli denunciati?
A questo si aggiunge il problema dello spreco alimentare. Il divieto di portare a casa le porzioni non consumate solleva, inoltre, interrogativi sulla destinazione del cibo avanzato: viene smaltito oppure sono previste modalità di recupero compatibili con le disposizioni sanitarie? Un aspetto tutt’altro che secondario, considerando la necessità di tutelare la salute dei bambini senza trascurare il valore delle risorse alimentari.
A complicare ulteriormente la situazione ci poi sarebbe l’impossibilità, per le famiglie che non intendono usufruire della mensa, di garantire ai propri figli la regolare frequenza delle lezioni pomeridiane. Secondo quanto riferito dai genitori, infatti, rinunciare al servizio significherebbe dover prelevare i bambini prima del pranzo, con la conseguente perdita delle attività didattiche previste nelle ore successive. Una circostanza che, se confermata, porrebbe le famiglie davanti a una scelta particolarmente delicata: continuare a pagare un servizio sulla cui qualità nutrono preoccupazioni oppure rinunciare a una parte dell’orario scolastico. Sono previste soluzioni alternative che consentano agli alunni di frequentare regolarmente le lezioni senza usufruire del servizio mensa?
Resta inoltre da chiarire quali verifiche siano state effettuate in seguito alle segnalazioni relative al plesso Parco Leone, se siano stati disposti sopralluoghi o richiesti chiarimenti alla ditta incaricata della ristorazione e quali risposte siano state fornite alle famiglie. Al momento, alla redazione non risultano noti gli esiti di eventuali accertamenti.
Le porzioni avanzate non possono essere portate a casa. Ma chi garantisce la sicurezza di ciò che arriva nei piatti dei bambini?

