Di Rosanna Terracciano.
Tre realtà culturali e sociali hanno dovuto lasciare Palazzo Salerno – Lancellotti, a Casalnuovo di Napoli, dopo una richiesta di restituzione dei locali da parte dell’amministrazione comunale arrivata nelle scorse settimane. Si tratta di Fenice in Pigiama, Fondazione Isaia e Tiritittittì, il coworking gratuito aperto soltanto lo scorso febbraio. Cinque giorni concessi alle prime due realtà, dieci al coworking, nonostante quest’ultimo avesse un comodato d’uso previsto fino a febbraio 2027. Tutti hanno già lasciato gli spazi. Non è ancora chiaro, però, perché sia stato necessario liberarli con tanta urgenza e, soprattutto, chi ne prenderà il posto.
Fenice in Pigiama occupava da anni alcuni locali del palazzo, dove organizzava gruppi di lettura, laboratori didattici, mostre d’arte contemporanea e iniziative rivolte a bambini, giovani e famiglie. Un’associazione che aveva costruito nel tempo una rete di collaborazioni con altre realtà culturali, rendendo quegli spazi un punto di incontro anche per gli anziani. Poi la richiesta del Comune: cinque giorni per lasciare la sede, senza che nella comunicazione venissero indicate le ragioni della decisione. Oggi l’associazione sta preparando un nuovo spazio per continuare le proprie attività.
Anche la Fondazione Isaia ha dovuto lasciare Palazzo Lancellotti. Presente da diversi anni, aveva fatto dei locali uno spazio dedicato alla formazione, alla sartoria e alla valorizzazione dell’artigianato napoletano, contribuendo alle attività culturali ospitate dal palazzo. Anche qui, secondo quanto riferito, sarebbero stati concessi soltanto cinque giorni per liberare gli spazi.
Poi c’è Tiritittittì. Un coworking gratuito aperto appena otto mesi fa, pensato per offrire a studenti, freelance e giovani professionisti un posto dove lavorare senza dover pagare una sede privata. L’unico nel Sud Italia. Il comodato d’uso, secondo quanto raccontato dai responsabili, sarebbe dovuto durare fino a febbraio 2027. Eppure, a ottobre è arrivata la richiesta di lasciare i locali entro dieci giorni.
Ai ragazzi sarebbe stata proposta una sistemazione presso Laborinti, ma senza la possibilità di continuare a svolgere l’attività di coworking. In sostanza, uno spazio alternativo che non avrebbe consentito di portare avanti il progetto per cui erano stati assegnati i locali. Adesso sono alla ricerca di una nuova sede.
E pensare che soltanto poche settimane prima gli stessi ragazzi avevano contribuito alla realizzazione del FLIP, il Festival della Letteratura Indipendente arrivato a Casalnuovo dopo il trasferimento da Pomigliano d’Arco. Hanno collaborato alla riuscita di un evento ospitato dalla città e, poco dopo, hanno dovuto lasciare il palazzo in cui lavoravano.
Non sono state queste realtà a interrompere le proprie attività. È stato chiesto loro di lasciare gli spazi in cui le svolgevano. E mentre cercano di proseguire altrove, non è ancora noto cosa l’amministrazione intenda fare dei locali liberati.
Perché tanta fretta?
Parliamo di un edificio pubblico che per anni ha ospitato attività culturali, formazione e iniziative gratuite per la cittadinanza. Tre realtà sono state chiamate a lasciare i propri locali nel giro di pochi giorni, ma non risulta ancora comunicato un progetto per la loro nuova destinazione.
Se esiste già un piano per Palazzo Lancellotti, perché non renderlo pubblico? Se gli spazi saranno assegnati ad altri soggetti, chi saranno e soprattutto con quali criteri verranno scelti? E cosa ha reso necessario interrompere la presenza di realtà che, fino a poche settimane prima, continuavano regolarmente a svolgere le proprie attività?
Per il momento sappiamo chi ha dovuto lasciare il palazzo. Non sappiamo ancora chi prenderà il suo posto.


