di Rosanna Terracciano
Primo giorno di sciopero, oggi 20 ottobre, all’ISIS Europa di Casalnuovo. Gli studenti hanno deciso di interrompere le lezioni per protestare contro le condizioni dell’istituto e le richieste che, a loro dire, sarebbero rimaste inascoltate dalla dirigenza scolastica. Tra i problemi denunciati, infiltrazioni d’acqua nelle aule e nei laboratori informatici, spazi insufficienti, scarsa pulizia e una palestra ancora inutilizzabile.
Una situazione che, secondo quanto raccontato ad Oblò, andrebbe avanti da tempo, nonostante le ripetute segnalazioni alla dirigenza scolastica.
Tra le criticità più gravi ci sarebbero le infiltrazioni d’acqua. Quando piove, l’acqua entrerebbe direttamente nelle classi, interessando anche i laboratori informatici, dove sono presenti computer e cavi elettrici. Gli studenti denunciano il rischio di scivolamenti e temono che l’acqua possa raggiungere le apparecchiature, mettendo in pericolo la loro sicurezza.
Non va meglio sul fronte degli spazi. La mancanza di aule costringerebbe alcune classi a seguire le lezioni all’interno di un teatro, dove il rimbombo renderebbe difficile ascoltare gli insegnanti. La palestra, invece, pur essendo nuova e già utilizzata lo scorso anno, non sarebbe ancora accessibile agli studenti.
A preoccupare sono anche le condizioni igieniche. I ragazzi denunciano una pulizia insufficiente e la presenza di accumuli di polvere nelle aule. Una studentessa, secondo quanto riferito dai compagni, sarebbe addirittura costretta a indossare una mascherina durante le lezioni a causa di un’allergia che le provocherebbe difficoltà respiratorie.
Alla base dello sciopero ci sarebbe anche il rapporto con la dirigenza scolastica. Gli studenti sostengono di aver segnalato più volte queste problematiche senza ottenere risposte soddisfacenti. Contestano inoltre il divieto di consumare cibo a scuola e la mancata organizzazione della settimana dello studente.
Lo sciopero, al momento, interessa soltanto la sede di Casalnuovo. Gli studenti chiedono aule adeguate, ambienti puliti e soprattutto una scuola sicura.
Resta da chiarire se siano già stati effettuati sopralluoghi per verificare le infiltrazioni e quali interventi siano previsti per risolvere le criticità denunciate.
Al di là della protesta, resta una domanda: è possibile garantire la sicurezza degli studenti in una scuola dove, secondo le loro testimonianze, l’acqua arriva persino nei laboratori informatici?
