L’ arte resta in pigiama: Intervista al presidente dell’associazione culturale Non Me Ne Vado

È un momento difficile per tutti i settori ed in particolare per quello culturale. Tutte le attività che riguardano il settore artistico sul nostro territorio casalnuovese sono slittate a data da definire.
Il contesto artistico è, a prescindere dal momento storico che attraversa l’Italia ed il mondo, un ambito difficile e nebuloso nel quale muoversi.
Proporre un progetto culturale può essere complesso e può voler dire affrontare tutta una serie di problematiche più o meno articolate da trattare.
Per comprendere a fondo come si muove un’associazione culturale e quali sono gli strumenti messi in campo da chi “lavora” nel terzo settore, abbiamo intervistato il presidente dell’associazione culturale Non Me Ne Vado, l’avvocato Ferdinando Sorrentino.

1. Dove nasce l’idea di dare vita ad una associazione culturale?

L’idea di dar vita ad una associazione culturale nasce dall’esigenza di portare avanti un percorso dedicato esclusivamente al valorizzare l’arte del territorio e gli artisti che ne fanno parte. Dare agli artisti la possibilità di esprimersi con collettive d’arte personali ed eventi culturali è uno degli scopi principali che si prefigge l’associazione.

2. Accennava prima agli scopi principali dell’associazione. Qual è la finalità del progetto culturale alla base di Non Me Ne Vado?

L’ obiettivo che si prefigge l’associazione è quello di dar visibilità all’artista attraverso manifestazioni culturali, che richiamino, non solo l’attenzione sulle opere del singolo, ma pongano l’accento sul valore artistico del territorio campano e nazionale.
La visibilità resta uno dei servizi più importanti che l’associazione culturale Non Me Ne Vado mette a disposizione dell’artista che decide di sceglierci.

3. Quali sono stati fino ad ora gli eventi/mostre portate sul territorio campano?

Siamo una associazione giovanissima. Nata da poco. Gli eventi che ho organizzato come curatore artistico però sono molteplici. Quelli particolarmente importanti per il mio bagaglio di esperienza in questo settore sono stati sicuramente il “Meeting d’arte Internazionale biennale di Napoli, NON ME NE VADO” (che poi ha dato il là alla nascita dell’associazione con il medesimo nome), “L’arte dint’à Legalità Napoli 2019” e “A’Civiltà Perdut”.
L’evento che invece mi porto nel cuore è: NON ME NE VADO II edizione.
La location era Palazzo Lancellotti sito in Casalnuovo di Napoli. Gli artisti erano tutti giovani esordienti provenienti dall’Accademia Belle Arti di Napoli, accompagnati da professori accademici.
Insieme al Sindaco di Casalnuovo, l’avvocato Massimo Pelliccia e alle varie personalità, chiamati ad intervenire al Vernissage, si creò una grandissima sinergia che permise agli artisti di interagire con i visitatori senza mediazioni.
Un clima perfetto per quanto riguarda lo scambio e l’arricchimento di idee.

4. In questo momento quali sono le iniziative messe in capo dall’Associazione culturale Non Me Ne Vado?

Gli eventi in atto sono tanti.

Anche se il periodo storico che stiamo affrontando ci frena dal creare collettive di ogni genere, lo spirito di iniziativa artistica ci ha permesso di non mollare, tanto da aver realizzato, insieme a Nunzia Caricchio, Gianluigi Infante, Carmine Maturanza il progetto online: “L’arte resta in Pigiama”.
Un format di Videozine che mette in risalto, attraverso un video di tre minuti, la vita dell’artista in isolamento domestico. Questo progetto da visibilità esclusivamente alla produzione dell’artista che, anche se costretto in casa, continua a creare con passione la propria arte.

5. Quale idea è alla base del nome dato all’ associazione culturale?

Il nome dell’associazione, si rifà puramente al concetto di non andar via dalla nostra terra d’origine. Molti artisti sono costretti per necessità, sia di visibilità che economica, a lasciare l’Italia per andare in paesi esteri, ed ecco il perché del concetto NON ME NE VADO.
Nel nostro piccolo, come associazione, cerchiamo di creare opportunità di visibilità con collettive d’arte e personali, proprio per offrire ai tanti giovani artisti una “cosiddetta” opportunità.

6. Nella situazione in cui versa l’ambiente culturale nel nostro paese, cosa si dovrebbe fare per incrementare il coinvolgimento delle “masse” e quali possono essere gli strumenti per poter presentare al meglio soprattutto i giovani talenti, in particolare quelli Partenopei?

Per incrementare maggiormente il coinvolgimento delle masse, si dovrebbe mettere a disposizione degli artisti maggiori location espositive, con canali preferenziali per chi studia principalmente arte. Credo poi che in ambito strettamente lavorativo, bisognerebbe coinvolgere in maniera massiccia studenti dell’accademia belle arti, studenti di beni culturali che hanno letteralmente bisogno di fare esperienza sul campo e non rimanere nel ristretto ambito “teorico”.
Ovviamente bisognerebbe anche incrementare l’uso dei social di fama mondiale come Instagram, Facebook, Twitter. Strumenti che, nelle mani di curatori e galleristi, possono fare davvero la differenza per una maggiore visibilità sulla produzione del singolo artista e l’aumento della fruizione a mostre ed eventi culturali.

7. C’è un messaggio che vuole rivolgere come presidente dell’associazione a chi lavora o intende lavorare in campo artistico italiano?

In questo periodo cosi turbolento credo che la soluzione migliore sia quella di incentivare gli artisti a continuare a produrre le proprie opere nonostante il momento di “fermo”. Sfruttare questo tempo per mettere a frutto idee ed opere aiuterà l’artista, che ora resta in casa, a produrre un discreto portfolio da proporre (in futuro) in gallerie, location artistiche di fama nazionale ed enti culturali. Consentendo poi ad un gallerista, curatore d’arte e tutte le figure professionali che lavorano nel settore, di mettere in campo le loro competenze al servizio dell’artista.

8. A lungo termine cosa si augura per l’associazione ma più in grande per il panorama artistico italiano?

Quello che mi auguro per l’associazione e che sempre più artisti e giovani talenti ci diano fiducia e decidano di collaborare con noi.
Mi auguro soprattutto che le Istituzioni siano più presenti ed attente alle attività delle associazioni culturali ed in maniera particolare agli artisti contemporanei, oggettivamente in difficoltà per quanto concerne il trovare spazio per potersi esprimere e farsi conoscere dal grande pubblico.
La rete dello stato deve funzionare, deve fungere da terreno solido sul quale potersi muovere. Non possiamo pensare che a sostituire completamente gli enti preposti a supporto della diffusione del patrimonio artistico del paese, siano le associazioni o, addirittura, gli artisti stessi.

9. Cosa invece consiglierebbe ai giovani artisti che si addentrano nel mercato d’arte in un periodo instabile e poco chiaro?

Agli artisti che vogliono immettersi nel mercato artistico italiano, dico di aspettare, ma soprattutto, dico di non investire soldi. Credo sia fortemente importante ridabile che un artista quotato non deve erogare nessuna cifra, anzi, deve ricevere. Di stare attenti e ponderare, quindi, tutti quei progetti in cui si chiede all’artista una quota di partecipazione.
Tantissime sono ancora oggi, le gallerie d’arte alla ricerca di artisti. Tali gallerie non hanno alcun obiettivo se non quello di proporre la produzione di un’artista al fine di vendere le opere esposte, mettendo a disposizione (dopo una serie di incontri per valutare il portfolio presentato dall’artista stesso), i propri spazi espositivi.
Nel mercato artistico bisogna stare molto attenti alle speculazioni ed affidarsi a degli esperti del settore. Dunque i giovani artisti al fine di una buona rappresentazione dei loro lavori e della loro persona, devono assolutamente fare ricerche approfondite e capire bene dove volersi collocare e dunque poi a chi far visionare le proprie opere.

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